Guardo cosa converte oggi
Prima di disegnare qualsiasi cosa. Quali pagine portano ordini, da dove entra la gente, dove si ferma. È il passaggio che distingue una riprogettazione da un restyling fatto a sentimento.
La piattaforma non cambia e i dati non si spostano: cambiano struttura, aspetto e usabilità. Si parte da cosa converte già oggi, così rifarlo non significa ricominciare da capo.
Arrivano descritti con parole sempre diverse, ma sotto sono questi. Se ne riconosci due, di solito il momento è adesso.
Paghi visite che arrivano e se ne vanno. Il problema di solito non è il prodotto: è il percorso che ci porta.
Il marchio è cresciuto, i prodotti sono migliorati, le foto pure. Lo store è rimasto a com'era tre anni fa.
Anni di modifiche stratificate e app aggiunte hanno reso il tema una cosa che non si tocca più senza rompere.
Ed è da lì che arriva la maggior parte delle visite. Il mobile non era una versione da adattare: era quella principale.
L'ordine conta più del resto: rifare il design prima di aver capito cosa funziona è il modo classico di consegnare uno store più bello che vende meno.
Prima di disegnare qualsiasi cosa. Quali pagine portano ordini, da dove entra la gente, dove si ferma. È il passaggio che distingue una riprogettazione da un restyling fatto a sentimento.
Navigazione, collezioni, gerarchia delle pagine. La maggior parte dei problemi di uno store che non vende è qui, non nei colori, e infatti si risolve prima di aprire il file del design.
Tipografia, immagini, ritmo delle pagine, schede prodotto. Quello che già converte resta o si cambia con criterio: non si butta via una pagina che porta ordini perché non piace a me.
Si lavora su una copia del tema mentre il negozio continua a vendere. Il cambio si fa quando è finito e verificato, in un momento concordato con te.

Store già su Shopify, costruito su un tema gratuito che non reggeva più il livello dei prodotti. Passaggio a un tema premium, struttura e usabilità ripensate, lavoro sulle prestazioni: stessa piattaforma, stesso catalogo, un altro negozio.
Apri lo storeÈ il rischio vero di questo lavoro, e si evita in un modo solo: guardare cosa converte prima di toccarlo. Le pagine e i percorsi che oggi portano ordini restano come sono o si cambiano con criterio; il rifacimento parte da quello che non funziona, non dal gusto di chi disegna.
Si guarda insieme. Un tema recente e ben tenuto spesso regge una riprogettazione seria senza cambiarlo. Se invece è un tema gratuito riempito di app e modifiche stratificate negli anni, continuare a metterci pezzi sopra costa più che ripartire da una base pulita, e in quel caso te lo dico.
Sì. Si lavora su una copia del tema, non sul negozio che sta vendendo: i clienti continuano a comprare sulla versione attuale e il passaggio alla nuova avviene in un momento concordato, quando è finita e verificata.
Il traffico c'è ma gli ordini no; il sito è più vecchio di come è diventato il brand; ogni modifica richiede un tecnico; sul telefono è scomodo e il telefono è da dove arriva la maggior parte delle visite. Se ne riconosci due su quattro, di solito è ora.
La piattaforma. In una riprogettazione resti su Shopify e non si spostano dati: cambiano struttura, aspetto e usabilità. In una migrazione lo store arriva da un'altra piattaforma e la parte delicata è il trasferimento. Capita che servano entrambe, e in quel caso si fanno insieme: è il momento in cui il design costa meno, perché le pagine si ricostruiscono comunque.
No, i contenuti li fornisci tu: copy, foto e video prodotto restano fuori dal lavoro. Quello che faccio è dirti dove servono e che ruolo hanno nella pagina, così non ti trovi a scrivere trenta righe che nessuno leggerà.
Lo guardo e ti dico cosa cambierei e in che ordine, senza che ci sia un preventivo di mezzo. A volte la risposta è che basta sistemare tre pagine, non rifarlo.